Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo

31.03.2017, Studientag, DHI Rom

Qual è la funzione del ricordo dei crimini nazisti? Storici e psichiatri si confrontano sui processi della memoria riguardanti la persecuzione dei malati mentali e dei disabili durante il nazionalsocialismo e la loro condizione nel fascismo

Giornata interdisciplinare di studi organizzata dall’Istituto Storico Germanico (DHI) di Roma e da Netforpp Europa, in collaborazione con l’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno – CNR, la Società Italiana di Storia della Psichiatria (sezione SIP), l’Associazione Agenzia per la Vita Indipendente (AVI onlus) Roma, Museo Laboratorio della Mente Roma e ASL Roma1. 

Nel corso della giornata, storici e psichiatri italiani e tedeschi, si confronteranno sul tema della “cultura della memoria” (Erinnerungskultur).

Il titolo nasce dall’intento di indagare sulla funzione della memoria, optando però per un taglio interdisciplinare. Ricostruendo quanto avvenne in Germania e in Italia nel Dopoguerra rispetto alla ricostruzione della condizione, e in particolare della persecuzione, dei malati psichici si affronta il quesito perché e quando torna la memoria dei crimini commessi da una collettività. Inoltre, storici tedeschi e italiani discutono sulle diverse modalità e sulle finalità della memoria mentre psichiatri e psicoterapeuti espongono il loro punto di vista sul ruolo che oblio e ricordo rivestono nella cura di singoli pazienti. Si chiude con la domanda se è realizzabile una cultura della memoria che, in analogia al processo di guarigione nel singolo individuo, contribuisca a rendere la collettività più resistente se non immune rispetto a ricadute in atteggiamenti disumani.